Quante volte vi è capitato di aprire l'armadio, guardare i ripiani strabordanti di vestiti e pensare: "Non ho niente da mettermi"? O di sentire una strana sensazione di oppressione entrando in una stanza piena di oggetti, soprammobili e carte accumulate nel tempo?
Non siete le sole. Viviamo in una società che ci insegna ad accumulare, a comprare, a conservare. Ma la verità è che il caos che ci circonda specchia spesso il caos che abbiamo dentro.
Qualche tempo fa, in un momento di particolare sovraccarico mentale, mi sono imbattuta in un libro che ha cambiato radicalmente il mio modo di vedere le cose: "L'arte di buttare" di Nagisa Tatsumi. Non si tratta del classico manualetto di pulizie domestiche. È un vero e proprio manifesto di liberazione personale.
Oggi voglio raccontarvi cosa mi ha insegnato questo testo rivoluzionario e come liberarsi del superfluo possa diventare il più grande atto d'amore che potete fare verso voi stesse.
Chi è Nagisa Tatsumi e perché il suo metodo funziona
Prima di Marie Kondo e del suo famosissimo Magico potere del riordino, in Giappone c’è stata un’altra donna che ha scosso le coscienze sul tema del decluttering: Nagisa Tatsumi. Pubblicato per la prima volta nel 2000, "Suteru! Gijutsu" (letteralmente "L'arte di buttare") è diventato subito un bestseller da milioni di copie.
La Tatsumi ha intuito qualcosa di fondamentale per l'universo femminile: accumulare non è un problema di spazio, ma di testa. Spesso noi donne tendiamo a caricarci di responsabilità , ricordi, "e se poi serve", riempiendo le nostre case e le nostre agende fino a scoppiare. Nagisa non ci dice come piegare le magliette; ci spiega perché proviamo così tanto dolore all'idea di separarcene.
Le 3 grandi scuse che ci bloccano (e come smascherarle)
Nel suo libro, l'autrice analizza i meccanismi psicologici che scattano ogni volta che prendiamo in mano un oggetto inutile e decidiamo, puntualmente, di rimetterlo a posto. Ecco le tre scuse più comuni in cui mi sono rispecchiata (e scommetto anche voi!):
1. "È un peccato buttare una cosa ancora nuova"
Questa è la trappola del senso di colpa. Magari si tratta di quel vestito costoso comprato d'impulso che non vi valorizza, o di un regalo di compleanno che non è decisamente nel vostro stile. La Tatsumi ci insegna una dura verità : lo spreco è avvenuto nel momento in cui quell'oggetto è stato acquistato senza utilità , non quando lo buttate. Tenerlo nell'armadio a ricordarvi un errore non farà tornare indietro i vostri soldi.
2. "Nel dubbio, lo tengo: potrebbe sempre servire"
Il famoso "non si sa mai". Cavi elettrici di vecchi telefoni, bottoni di scorta di cappotti che non avete più, faldoni di vecchie bollette di dieci anni fa. Chiedetevi onestamente: se questa cosa dovesse servirmi nei prossimi sei mesi, saprei esattamente dove trovarla? Se la risposta è no, allora non vi serve.
3. "Ci sono legata, fa parte del mio passato"
Ex diari scolastici, bomboniere di matrimoni a cui siete state per dovere, vecchi biglietti del cinema. Conservare il passato va bene, ma quando i ricordi creano una barriera nel presente, c'è qualcosa che non va. I vostri ricordi sono dentro di voi, non negli oggetti. Liberarsi di ciò che è stato significa fare spazio a chi volete diventare oggi.
4 Regole pratiche da applicare da questo weekend
Passiamo all'azione. Come si traduce la filosofia di Nagisa Tatsumi nella vita di tutti i giorni? Ecco quattro strategie pratiche descritte nel libro che ho testato personalmente e che funzionano davvero:
- Buttare senza guardare dentro: Quando decidete di svuotare uno scatolone di vecchie lettere o riviste, fatelo rapidamente. Se iniziate a sfogliare, a leggere o a guardare le foto, l'effetto nostalgia vi bloccherà e rimetterete tutto a posto.
- Non creare "aree di sosta": Evitate i sacchi con la scritta "poi ci penso". Se un oggetto è destinato a essere donato, riciclato o buttato, portatelo fuori di casa immediatamente. Le aree di sosta prolungano l'agonia del distacco.
- Stabilite un limite fisico (La regola dell'In/Out): I vostri spazi non sono infiniti. Se decidete che i vostri trucchi devono stare in una determinata pochette, nel momento in cui acquistate un nuovo rossetto, uno vecchio deve andarsene per fare spazio.
- Iniziate dalle cose facili: Non cominciate l'opera di decluttering dalle foto di famiglia o dai ricordi d'infanzia. Iniziate dal cassetto dei farmaci scaduti, dai calzini bucati o dai contenitori di plastica senza coperchio in cucina. Allenate il "muscolo del buttare" un po' alla volta.
Il decluttering come terapia: fare spazio alla nuova te
Fare spazio in casa ha un effetto terapeutico immediato sulla nostra mente. Quando eliminiamo il superfluo, togliamo di mezzo anche i continui stimoli visivi che ricordano alla nostra mente cose da fare, sensi di colpa o rimpianti.
Per noi donne, spesso abituate a prenderci cura di tutti e di tutto, imparare a buttare significa ridefinire i propri confini. Significa dire a se stesse: "Il mio spazio vitale, il mio tempo e la mia serenità valgono più di un oggetto accumulato per inerzia".
Liberare la casa vi regalerà :
- Più tempo per voi (meno oggetti significano meno tempo speso a pulire, spolverare e riordinare).
- Una maggiore chiarezza mentale e meno stress visivo.
- La sensazione di avere finalmente il controllo sulla vostra vita.
Tabella di marcia: da dove iniziare oggi?
Se non sapete da dove cominciare, ecco una mini-guida rapida per iniziare a piccoli passi:
Cosa buttare/donare oggi stesso
Armadio: Vestiti della taglia sbagliata, scarpe che fanno male, grucce di metallo della tintoria.
Bagno: Campioncini aperti da anni, trucchi scaduti, medicinali oltre la data di scadenza.
Cucina: Tazze sbeccate, utensili doppi, contenitori senza coperchio (o viceversa).
Scrivania: Penne che non scrivono, vecchi scontrini sbiaditi, manuali di elettrodomestici che si trovano online.
Conclusione: La vostra sfida per questa settimana
"L'arte di buttare" non è un inno al consumismo sfrenato del "butto e ricompro", tutt'altro. È un invito ad acquistare con più consapevolezza e a circondarsi solo di ciò che ci dà gioia o che ci è realmente utile nel momento presente.
Vi lascio con una sfida: prendete un sacchetto della spazzatura, fate un giro per casa e riempitelo con 10 cose inutili da eliminare subito. Sentirete immediatamente una sensazione di leggerezza, ve lo garantisco.
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Francesca Maria
♥♥♥





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