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mercoledì 10 giugno 2020

Come eliminare il cloro dall’acqua del rubinetto


Bere l’acqua dal rubinetto ha diversi vantaggi: è più economico, non ti costringe ad uscire di casa per andare al supermercato e portare pesanti casse di acqua ed è più naturale. Tuttavia devi sapere che l’acqua del rubinetto contiene una serie di sostanze che, a lungo andare, possono provocare problemi di salute.
Nell’acqua del rubinetto ad esempio è contenuto il cloro, un disinfettante molto efficace usato frequentemente anche nelle piscine. Una presenza eccessiva di cloro può però determinare un odore sgradevole ed un cattivo sapore. A dire il vero nel rubinetto dell’acqua non c’è cloro puro, ma nello specifico ipoclorito di sodio cloro attivo.
Perché allora mettere cloro nell’acqua? Perché il cloro ha un alto potere disinfettante capace di rendere l’acqua libera da batteri. 
La concentrazione di cloro però deve essere limitata secondo gli standard previsti dalla legge. 
Scopriamo in dettaglio nei seguenti paragrafi cos’è il cloro, cosa dice la normativa, che impatto può avere sulla salute e come ridurne la presenza a livelli ottimali.

Cos’è il cloro e perché si aggiunge nell’acqua dei rubinetti?

L’introduzione del cloro risale agli inizi del ‘900 ed era finalizzata a rendere potabile e migliorare la qualità dell’acqua, prevenendo così patologie come tifo, colera e dissenteria. 
Risultò però evidente, dopo un po’ di tempo, che la presenza eccessiva di cloro poteva essere nociva per la salute umana, perciò furono stabiliti dei limiti consigliati. 
Attualmente i valori massimi di cloro previsti sono indicati dal Decreto Legislativo 31/2001, dettati dalle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità
La normativa stabilisce quali sono i valori massimi di cloro e dei suoi derivanti che possono essere presenti nell’acqua e ritenuti sicuri per l’uomo.

Come rendere più efficace la clorazione?

In determinate circostanze la clorazione è quindi un processo necessario, tuttavia bisogna agire con cognizione di causa. A tal fine sono state stabilite delle procedure di clorazione per mantenere i livelli di cloro entro gli standard di sicurezza per la salute umana, ed eliminare contemporaneamente i microrganismi senza però intaccare il sapore e l’odore dell’acqua.
Molto dipende anche dalla tipologia di acqua, che può variare significativamente tra zone limitrofe. Alcune acque di falde profonde, ad esempio, sono risultate del tutto pure e non contaminate da inquinanti microbiologici, quindi in questi casi non è previsto alcun processo di disinfezione. 
Se però si effettuano dei lavori di manutenzione sull’acquedotto, è necessario procedere alla disinfezione delle tubature in seguito agli interventi.

Qual è l’impatto del cloro sulla salute umana?

Il cloro è un ottimo disinfettante contro diversi batteri, spore e microrganismi, alcuni dei quali molto pericolosi per l’uomo come:
  • legionella;
  • escherichia coli;
  • enterococchi.
In realtà l’acqua di falda ha un’origine sotterranea e quindi è microbiologicamente pura, quindi in teoria non avrebbe bisogno di opere di disinfezione. L’aggiunta di cloro diventa però necessaria in caso di interventi di manutenzione sulla rete idrica.
Il cloro di per sé non è particolarmente nocivo per la salute umana, in quanto basterebbe far scorrere un po’ di acqua dal rubinetto per farlo evaporare. I principali pericoli per l’uomo provengono però dai suoi sottoprodotti, come i trialometani ed altri derivati organici, che si formano in seguito alla reazione del cloro con la materia organica presente nelle acque grezze. Tali sostanze possono provocare danni al fegato, allergie e addirittura forme di anemia, soprattutto se presenti in quantità eccessiva.


Bollire l’acqua serve per togliere il cloro?

Molte persone si chiedono se bollire l’acqua è un metodo efficiente per eliminare il cloro. In effetti la risposta è sì, ma non è la soluzione migliore. La bollitura infatti uccide i batteri e sterilizza l’acqua, ma questi microrganismi vengono comunque ingeriti. Bollire l’acqua è quindi solo un palliativo temporaneo per eliminare i batteri ed il cattivo odore.
Inoltre aumenta il residuo fisso ed anche la durezza dell’acqua, perché le molecole dell’acqua evaporano ma il contenuto solido resta. Te ne accorgi perché l’acqua risulta particolarmente pesante e difficile da bere. Tieni presente che questa stessa acqua viene usata anche per cucinare o per lavare frutta e verdura, quindi il tuo corpo la assorbe anche in maniera indiretta e sul lungo periodo può risentirne.

Qual è il metodo migliore per ridurre la quantità di cloro?

Esistono diversi sistemi per ridurre la quantità di cloro nell’acqua ed i più gettonati in commercio sono due:
  • i depuratori d’acqua a microfiltrazione;
  • l’osmosi inversa.
Questi sistemi ottimizzano il processo di clorazione ed inoltre non alterano il sapore e l’odore dell’acqua. Ti sconsiglio però i depuratori d’acqua a microfiltrazione, poiché non alleggeriscono l’acqua. L’osmosi inversa risulta invece il metodo più efficace poiché rende l’acqua molto leggera e a basso contenuto di sali minerali, esattamente come la San Benedetto.

Come funziona il processo di osmosi inversa?

L’osmosi inversa è tra i sistemi più potenti di filtrazione dell’acqua, gestita da un dispositivo funzionale e sottile che può essere installato sotto zoccolo, sotto lavello, in verticale o in orizzontale. Si adatta quindi perfettamente in ogni tipologia di casa, ottimizzando lo spazio a disposizione e garantendo risultati impeccabili.
Le membrane degli impianti ad osmosi trattengono tutte le particelle superiori a 0,0001 micron. L’acqua del rubinetto sottoposta ad un processo di osmosi inversa risulta pura e leggera e viene chiamata oligominerale.

Quali sono i vantaggi dell’osmosi inversa?

Al di là della riduzione del cloro, garantita dal filtro a carboni attivo presente prima della membrana, l’osmosi inversa apporta una serie di vantaggi evidenti per la salute.

Nello specifico l’osmosi inversa elimina:
  • i metalli pesanti che risultano particolarmente difficili da espellere e possono depositarsi nei tessuti organici, provocando danni anche piuttosto seri per la salute;
  • sedimenti e ruggine, presenti soprattutto nelle tubature piuttosto vecchie;
  • nitrati, ossia residui di pesticidi rilasciati nei campi che penetrano nelle falde acquifere e che rischiano di trasformarsi in nitriti potenzialmente cancerogeni all’interno del corpo umano;
  • virus e batteri, bloccati dal depuratore poiché non riescono a passare attraverso i pori;
  • fluoro, una sostanza aggiunta nell’acqua che in quantità eccessiva rischia di provocare deficit di attenzione;
  • arsenico, un semi-metallo che determina danni piuttosto significativi all’organismo umano.
L’osmosi inversa in conclusione permette di:
  • non inquinare, riducendo notevolmente l’impatto ambientale;
  • tagliare notevolmente le spese del budget familiare relativamente all’acquisto di bottiglie di acqua;
  • aumentare la qualità della vita e migliorare il benessere psicofisico generale.
Ti interessa conoscere il costo di un depuratore e quanto può impattare sul portafogli? 
Considera che l’installazione di un depuratore che eroga acqua naturale direttamente dal rubinetto ti fa risparmiare sul costo dell’acqua in bottiglia che compri al supermercato, per cui l’acquisto non comporta un aumento delle spese in una famiglia media di 4 persone.

Francesca Maria
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